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Brasile: atleti cubani a casa subito per evitare l’asilo politico Luglio 29, 2007

Posted by Giovanni in babel, diferentes, good as you, in her shoes.
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Un gruppo di atleti cubani dopo essersi esibiti a Rio de Janeiro, per i Giochi Panamericani, hanno dovuto lasciare il Brasile con una fretta degna dei più famosi fuggiaschi. Le autorità locali temevano che i figli di Fidel (come già era successo nel 1999 in Canada) chiedessero l’asilo politico. Che sia giusto credo importi poco. Bisogna, secondo me, cominciare a riconsiderare il diritto per tale e capire realmente quando possa essere applicabile. Negli ultimi mesi, un extracomunitario di origini senegalesi (credo) ha chiesto asilo nel nostro paese poiché in patria, come omosessuale, era perseguitato. Inutile scrivere del can can di dichiarazioni al limiti del faceto che alcuni politici italiani hanno rilasciato sull’argomento. Interessante, invece, la valutazione che negli ultimi tempi viene espressa quando capita di disquisire su un certo tipo di vicende.   Maria Burani Procaccini (Forza Italia) intervistata sul recente provvedimento della Cassazione (secondo il quale l’omosessualità è un diritto) ha dichiarato: “la sentenza è strumentalizzata da chi dimentica che la nostra Costituzione bandisce ogni discriminazione di razza e di sesso, ma ciò non significa che la Suprema corte abbia detto che l’omosessualità va tutelata. Purtroppo c’è una voglia di normalizzazione che noi non accetteremo mai. 

La signora Procaccini esprimendo il suo dissenso ad un certo tipo di normalizzazione concretizza la reale necessità ad un sistema giudiziario utile e impegnato a stabile senza equivoci quando esistono casi di persecuzione. Inutili sempre, come d’altronde sono i linciaggi pubblici. 

Si parla di asilo politico anche qui. 

Via | Agi

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