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I medici lottano contro la sindrome di Down Luglio 29, 2007

Posted by Giovanni in diferentes.
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Bergamo: medici specialisti uniti per i bambini con la sindrome di Down

Bergamo. I bambini con la sindrome di Down, residenti nel capoluogo lombardo di provincia, potranno essere curati meglio grazie ad una recente iniziativa promossa dagli Ospedali Riuniti della città. Secondo quanto ideato dalla struttura diretta dal dottor Carlo Bonometti, i minori con questi disturbi potranno usufruire di un nuovo percorso sanitario che prevede la partecipazione di una serie di specialisti (tra cui l’oculista, l’otorinolaringoiatra, il cardiologo, l’ortopedico e il neuropsichiatria) coordinati dal pediatra di libera scelta. Il progetto, grazie al quale i bambini con la sindrome di Down potranno usufruire di un accesso preferenziale alle strutture e ai servizi, è stato realizzato anche grazie all’aiuto della sezione locale dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down). (continua…)

Lei e lui convivono. Lei si ammala. Per la legge, lui poteva non curarla Luglio 29, 2007

Posted by Giovanni in diferentes.
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Quando due persone (indipendentemente dal sesso, orientamento sessuale etc…) decidono di condividere un progetto devono, necessariamente, stipulare un contratto (o sottoscrivere una scrittura privata) con la quale si impegnano a provare a realizzare ciò per il quale hanno deciso di unirsi ad un’altra persona (fisica, etc…).  Per capire quanto il nostro sistema burocratico soffra di obesità (non avendo prova degli altri non posso esprimermi a riguardo) è sufficiente recarsi in un ufficio pubblico. L’ingresso, il più delle volte, è organizzato e disciplinato come una “classica cartina del tesoro”. Sottoscriviamo tutto. Lo risottoscriviamo. Il più delle volte confermiamo quanto di cui abbiamo trattato.  

Alla luce di ciò, sinceramente, mi sfugge l’inutile tergiversare che si consuma sulle unioni civili. Una donna, ad esempio, non è stata curata dal proprio convivente. Lei è morta. Lui è stato proclamato innocente. E la chiamano civiltà.    

Brasile: atleti cubani a casa subito per evitare l’asilo politico Luglio 29, 2007

Posted by Giovanni in babel, diferentes, good as you, in her shoes.
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Un gruppo di atleti cubani dopo essersi esibiti a Rio de Janeiro, per i Giochi Panamericani, hanno dovuto lasciare il Brasile con una fretta degna dei più famosi fuggiaschi. Le autorità locali temevano che i figli di Fidel (come già era successo nel 1999 in Canada) chiedessero l’asilo politico. Che sia giusto credo importi poco. Bisogna, secondo me, cominciare a riconsiderare il diritto per tale e capire realmente quando possa essere applicabile. Negli ultimi mesi, un extracomunitario di origini senegalesi (credo) ha chiesto asilo nel nostro paese poiché in patria, come omosessuale, era perseguitato. Inutile scrivere del can can di dichiarazioni al limiti del faceto che alcuni politici italiani hanno rilasciato sull’argomento. Interessante, invece, la valutazione che negli ultimi tempi viene espressa quando capita di disquisire su un certo tipo di vicende.   Maria Burani Procaccini (Forza Italia) intervistata sul recente provvedimento della Cassazione (secondo il quale l’omosessualità è un diritto) ha dichiarato: “la sentenza è strumentalizzata da chi dimentica che la nostra Costituzione bandisce ogni discriminazione di razza e di sesso, ma ciò non significa che la Suprema corte abbia detto che l’omosessualità va tutelata. Purtroppo c’è una voglia di normalizzazione che noi non accetteremo mai. 

La signora Procaccini esprimendo il suo dissenso ad un certo tipo di normalizzazione concretizza la reale necessità ad un sistema giudiziario utile e impegnato a stabile senza equivoci quando esistono casi di persecuzione. Inutili sempre, come d’altronde sono i linciaggi pubblici. 

Si parla di asilo politico anche qui. 

Via | Agi